Democratizzare l’intelligenza artificiale: livellare il campo con CognitionX*

In che modo i governi e il settore tecnologico stanno collaborando per accelerare l'adozione dell’intelligenza artificiale.

Il battage mediatico dell’intelligenza artificiale è reale e tutti ne parlano. Dai CEO che cercano di guidare le loro aziende attraverso la trasformazione digitale ai responsabili IT che si destreggiano tra le esigenze in crescita delle infrastrutture e i consumatori curiosi che non vogliono lasciarsi sfuggire questa occasione. Tutti vogliono saperne di più.

Ma per realizzarne pienamente le possibilità, gli investitori hanno bisogno di informazioni. Questo aspetto è fondamentale per accelerare l'adozione dell'intelligenza artificiale. Informazioni accessibili, disponibili e accurate che consentono investimenti intelligenti, in grado di fare di più che alimentare l’entusiasmo per questa rivoluzione tecnologica, rafforzandone le fondamenta. Con la startup di intelligenza artificiale CognitionX* che collega questo requisito essenziale con consulenza on demand sull’intelligenza artificiale, sembra che il campo sia diventato lo stesso per tutti.

"L'intelligenza artificiale si trova al punto in cui le organizzazioni hanno bisogno di definire la loro strategia e avviare l'implementazione, non tra 10 anni ma adesso." Charlie Muirhead, CEO e fondatore di CognitionX*

La gara è aperta in tutto il mondo per padroneggiare l’intelligenza artificiale e capitalizzare sui risparmi di costi e sull’efficienza della produttività che è in grado di offrire. E mentre gli investitori si stanno lanciando sulle opportunità fornite dall’intelligenza artificiale, i governi mettono a disposizione i fondi per gettare le fondamenta per il futuro.

La Commissione Europea ha già investito parecchio per l’intelligenza artificiale, i sistemi cognitivi, la robotica, i big data e le tecnologie emergenti per mantenere l’Europa competitiva tra il 2014 e il 2020. Ciò significa circa 2,6 miliardi di euro in aree correlate all’intelligenza artificiale; 700 milioni di euro per Horizon 2020 (il programma per la ricerca e l'innovazione dell’Unione Europea) più 2,1 miliardi di euro di investimenti privati per la robotica e 27 miliardi di euro tramite i Fondi strutturali e d'investimento europei per lo sviluppo delle competenze, di cui il Fondo sociale europeo investe 2,3 miliardi di euro specificamente per le competenze digitali.

Anche se tutto questo può sembrare un imponente flusso di denaro, l’Europa non riesce a tenere il passo con gli investimenti privati nell’intelligenza artificiale. Secondo il report “London: The AI Growth Capital of Europe” (Londra: la capitale della crescita dell’intelligenza artificiale in Europa), prodotto dalla piattaforma di consulenza AI CognitionX* per il sindaco di Londra, gli investimenti privati europei sono stati pari a 2,4-3,2 miliardi di euro nel 2016, rispetto ai 6,5-9,7 miliardi di euro in in Asia e ai 12,1-18,6 miliardi di euro nel Nord America.

Il report è stato progettato per mettere in luce le opportunità esistenti al fine di sbloccare innovazione e investimenti a Londra, per ottimizzare l’impatto economico dell’intelligenza artificiale nella città e supportare l’ambizione del sindaco di rendere Londra una città intelligente leader a livello mondiale. Sottolinea il ruolo della capitale del Regno Unito come sede per raddoppiare il numero di aziende di intelligenza artificiale rispetto alle rivali più prossime messe insieme, Parigi e Berlino. Se a livello globale il numero di startup che si occupano di intelligenza artificiale è cresciuto del 24% annuo tra il 2008 e il 2016, secondo il report questo numero è aumentato in modo significativo se si guarda allo stesso periodo di tempo a Londra, che si attesta al 42% annuo.

A questo punto la domanda non è necessariamente come fare a sostenere questa crescita negli investimenti, ma come garantire che questa opportunità di prosperare nell’economia digitale sia condivisa e comporti investimenti intelligenti. Si tratta sicuramente di arrivare primi nella competizione per l’intelligenza artificiale ma, come la maggior parte delle aziende sa bene, investire denaro in un’opportunità promettente non è una garanzia di successo. Il rischio di reagire al battage mediatico sull’intelligenza artificiale con investimenti non regolamentati riguarda non solo gli investitori, ma anche il settore nel suo complesso. Se aspettative non realistiche e decisioni male informate non sono bilanciate da informazioni di qualità, gli errori risultanti possono creare disillusione e ostacolare ulteriori sviluppi.

Entra in gioco CognitionX*. In linea con l’odierna cultura on demand guidata dai dati, le startup britanniche mirano a rendere le competenze nell’intelligenza artificiale universalmente accessibili, riducendo al contempo le costose spese di consulenza e risparmiando sui tempi di risposta. "L'intelligenza artificiale si trova al punto in cui le organizzazioni hanno bisogno di definire la loro strategia e avviare l'implementazione, non tra 10 anni ma adesso", ha dichiarato Charlie Muirhead, CEO e fondatore di CognitionX*. "Vogliamo trasformare il modo in cui si accede alla conoscenza e alla consulenza di esperti. La ricerca sul Web ha molti pregi, ma le organizzazioni hanno bisogno di consigli specifici per le loro esigenze in tutti i reparti. A volte possono anche avere le competenze internamente, ma spesso finiscono per rivolgersi a consulenti."

CognitionX* ha allocato oltre 3 milioni di dollari nel finanziamento della sua piattaforma di consulenza sull’intelligenza artificiale lanciata di recente, che collega le organizzazioni a una rete globale on demand di esperti di intelligenza artificiale tra cui specialisti di tecnologia, imprenditori e accademici. È una delle associazioni di esperti in intelligenza artificiale più importanti al mondo. "Il loro obiettivo è che le domande ad hoc di chiunque faccia parte dell’organizzazione ricevano risposte dagli esperti, nel momento desiderato. La piattaforma di consulenza sull’intelligenza artificiale CognitionX offre accesso non solo agli esperti presenti nella nostra rete e directory di prodotti, ma anche ai loro esperti interni, riducendo decisamente tempi e costi legati allo sviluppo dei progetti di intelligenza artificiale", ha affermato Muirhead.

Il governo del Regno Unito sta unendo le forze con il settore tecnologico per posizionare il Paese all’avanguardia delle tecnologie di intelligenza artificiale, e CognitionX* ha un ruolo da svolgere in questo senso. La co-fondatrice Tabitha Goldstaub è Presidente e portavoce dell’AI Council, una nuova associazione di categoria incaricata di sviluppare il settore dell’intelligenza artificiale e di promuoverne l’adozione in altri settori dell’economia. Subito dopo l’annuncio, a giugno 2018, Goldstaub ha affermato: “L’intelligenza artificiale ha il potenziale di trasformare il nostro mondo in meglio, ma per avere successo dobbiamo spronare chi lavora nelle aziende di tutto il Paese. Sono orgogliosa di essere stata nominata Presidente dell’AI Council perché desidero promuovere l’adozione rapida e responsabile di questa tecnologia rivoluzionaria”. E ha continuato: “Focalizzandoci sulle competenze, l’etica dei dati e la diversità siamo in grado di potenziare l’innovazione e i finanziamenti e fare in modo che il Regno Unito sia in prima linea in questo settore entusiasmante e rivoluzionario”.

In effetti, con le conversazioni sull’intelligenza artificiale che vanno oltre il semplice “Che cosa?”, le esclamazioni di stupore, passando a “Come?” e “Perché?”, mettendo tutti – dai responsabili IT fino ai CEO e ai consumatori – in linea con le realtà dell’intelligenza artificiale, la tecnologia può essere implementata con una fiducia democratica. Tutti quelli che sono a favore dicano “AI”

*Altri marchi e altre denominazioni potrebbero essere rivendicati da terzi

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